Kit Kittredge, la Grande Depressione attraverso gli occhi di una bambina

 

KitposterFamiglie che perdono la casa, padri che abbandonano mogli e figli per andare a cercare fortuna altrove e spesso non tornano più. Tutto questo è stata la Grande Depressione americana che ha portato nel baratro un’intera nazione con ripercussioni a livello internazionale. “Kit Kittredge” (Kit Kittredge: An American Girl, Patricia Rozema, 2008) è ambientato nella Cincinnati (Ohio) del 1934 quando il padre di Kit (Chris O’Donnel) perde il lavoro e si vede costretto a partire per Chicago alla ricerca di un nuovo impiego. Kit (Abigail Breslin, giovanissima promessa del cinema americano) e sua madre decidono di rimboccarsi le maniche e per mantenersi decidono di trasformare casa loro in una residenza che ospita un variegato gruppo di persone che non possono permettersi una casa propria in quei tempi difficili (tra questi anche Stanley Tucci e una spesso dimenticata Joan Cusak). Niente di più simile a quanto è accaduto e accade tuttora proprio qui da noi.

Kit, dieci anni, ha le idee ben chiare su quello che vuole fare nella vita: diventare una reporter. Se inizialmente il dramma della Grande Depressione sembra esserle lontano, con l’estate arriva anche il cambiamento: se prima guarda le famiglie dei suoi compagni di classe colpite dalla crisi con curioso interesse e distacco, ben presto si trova coinvolta in prima persona e le difficoltà diventano il suo pane quotidiano, sempre accompagnate, però, da una buona dose di avventura e speranza, come spesso solo i più giovani sanno fare. E anche la tanto temuta operazione di vendere le uova della proprie galline, segno di povertà, riesca a trasformarsi in un divertimento per Kit.

Sarà proprio Kit a sventare un tentativo di frode contro gli “hobo”, nome americano dato a senzatetto e Kit Kittredge- An American Girl Mystery - UNITorfani, che non sono altro che persone rispettabili che a causa della crisi hanno perso lavoro e casa (o famiglia) e si vedono costretti a vivere in comunità, aiutandosi l’un l’altro e accontentandosi di lavoretti stagionali o saltuari. Perché la gente ha la memoria corta e se prima era quelle persone erano amiche loro, una volta che hanno perso tutto diventano solo gente da guardare con sospetto e da cui tenersi alla larga.

E finalmente, alla fine del film, un suo articolo viene pubblicato sul giornale locale. Nel giorno del Ringraziamento, quando Kit si ritrova a festeggiare con sua mamma e gli amici della pensione, gli hobo portano quel poco che hanno alla loro tavola per ringraziarla della solidarietà ma arriva anche la sorpresa più grande: suo padre torna a casa. Non ha trovato ancora lavoro ma con l’aiuto della sua famiglia vicino sarà capace di reinventarsi una nuova carriera. Un film di speranza che ci ricorda come i tempi più difficili possano essere affrontati con semplicità e solidarietà, senza perdersi d’animo, nonostante tutto.

Questo film appartiene ad una serie di opere (che più spesso sono finite direttamente in televisione) dal titolo American Girl e che, prendendo spunto da una serie di bambole, raccontano la storia americana dal XVIII secolo ad oggi. Tra i produttori esecutivi di Kit Kittredge figura niente meno che l’attrice-dalla-bocca-enorme Julia Roberts.

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